Antiqua Laus all’Eremo di Santa Caterina del Sasso

LEGGIUNO - All’Eremo di Santa Caterina del Sasso le messe domenicali del periodo di Avvento saranno accompagnate dal canto gregoriano secondo il rito conventuale, cioè quello romano,  a cura del gruppo vocale Antiqua Laus diretto da Sandro Riganti. Per ciascuna domenica, una messa con brani sempre diversi. Il canto gregoriano, infatti, prevede un repertorio ad hoc per singola celebrazione, il cosiddetto proprium in aggiunta all’ordinarium missae costituito dai brani consueti: Kyrie, Glora, Credo, Santctus,  Agnus Dei. Ogni domenica, a partire da domenica 27 novembre, ore 16.30, nella chiesa dell’Eremo a Leggiuno.  “Ad Te levavi animam meam”  (I di Avvento: “A Te ho rivolto la mia anima”). Saranno le prime parole cantate all’Eremo per dare inizio all’Avvento, il Tempo liturgico di preparazione al Natale. Le Sorelle del Monastero e il Coro Antiqua Laus di Gallarate hanno scelto la densità del repertorio del canto gregoriano per rinnovare l’essenza della ricerca umana nell’attesa del Messia.

Ogni domenica ha nella liturgia cantata in gregoriano una sottolineatura tematica importante, tutte espresse molto bene dalle antifone di Ingresso (Introiti): “Populus Sion, ecce Dominus veniet ad salvandas gentes” (II di Avvento: “Popolo di Sion, il Signore verrà a salvare i popoli”); “Gaudete in Domino semper: iterum dico, gaudete... Dominus prope est” (III di Avvento: “Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi... il Signore è vicino”); “Rorate caeli desuper, et nubes pluant iustum: aperiatur terra, et germinet Salvatorem” (IV di Avvento: “Stillate dall’alto, o cieli, la vostra rugiada e dalle nubi scenda a noi il Giusto: si apra la terra e germogli il Salvatore”). La certezza della venuta del Salvatore della II Domenica sgorga nell’esortazione della gioia della III Domenica per poi riconoscere nell’invocazione “Rorate..” della IV Domenica l’origine della Salvezza, cioè “dal Cielo scenda a noi il Giusto”.

Quale senso ha ancor oggi celebrare la liturgia facendo risuonare testi latini e melodie sobrie e monodiche? Sbrigativamente si potrebbe dire “nostalgia”, “tradizionalismo”.  Per il credente invece il repertorio liturgico-musicale del canto gregoriano è l’estratto irrinunciabile della spiritualità cristiana radicata nella Parola e nella sobrietà di un canto che non fa altro che dare al testo ancor più forza espressiva. Si potrebbe dire: una “lectio divina in musica”.

L’Eremo di Santa Caterina, meta sempre più rinomata per le bellezze che racchiude e di cui è attorniata, è certamente un luogo ideale per ascoltare il canto gregoriano, che durante le Messe del periodo di Avvento sarà dunque eseguito non sotto forma di concerto ma perfettamente integrato nelle celebrazioni eucaristiche. Il modo migliore, del resto, per accostare questo genere di canto, che è nato per essere, del resto, canto liturgico.

martedì 22 novembre 2011

 


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