"La segretaria di Dio", romanzo fantasy di Lorenzo Imerico
C’è una chiave, in “La segretaria di Dio” di Lorenzo Imerico, niente affatto nascosta. E’ quella che intitola le tre parti del romanzo, appena edito da Lupetti: strofa, ponte, ritornello. Forse bisogna essere minimamente iniziati, ma sono gli elementi attraverso i quali si costruisce una canzone, e Imerico, scrittore esordiente, è paroliere accreditato, con testi passati al Festival di Sanremo e allo Zecchino d’oro. Ma, intendiamoci, non c’è niente di carattere autobiografico in questa opera prima; c’entra, invece, la musica. Infatti, se “La segretaria di Dio” è dichiaratamente un romanzo fantasy, ambientato nel cuore del creato, in spazi immensi e tempi dilatati all’infinito, la musica vi germina increata. E incanta la segretaria di Dio – Angela: che altro nome se no? – che tra le innumerevoli sfere celesti, un gioco di biglie che il suo Principale va ordinando in sistemi sempre più complessi, simpatizza per un pianeta interno alla Via Lattea, detto Terra. Proprio quello per cui Dio la incarica di predisporre la relazione che prelude all’annientamento: gli stessi uomini si sono votati a quella che chiameranno apocalisse. Sarà la musica a salvare la Terra? O ci proverà la stessa segretaria, lungo un percorso di sentimenti e tradimenti, amicizia e delazione, interferenze e ribellioni? E quale parte avranno gli altri protagonisti della storia, sbalzati a tutto tondo dalla fantasia? Personaggi centrati, che sembrano dipinti a tinte forti più che descritti in punta di penna, come Scija, con gusto sottilmente onomatopeico, luminosa addetta al governo delle comete che doma quando si sguinzagliano, il misterioso e affascinante assistente ai buchi neri e Nat, l’impacciato stagista. E poi Phlora, fiore dei fiori, con i suoi incredibili Aniblumen, in grado di accendere e spegnere speranze nel cuore di Angela, la sua migliore amica. Tutti, a loro modo, concorreranno all’esecuzione di un piano perfetto, ma in un mondo fantastico degno di tale nome, ciò che appare quasi mai risulta essere quello che è. E’ qui che l’autore gioca a sorprendere e, forte della sua esperienza musicale, sa scegliere tempi e accenti. Ancora la musica, quindi, opera degli uomini, che non si crea, ma diviene e accompagna lo spirito di questa favola apparentemente apocalittica: sarà in grado di perpetuarsi in tutti gli universi? Quelli della “Segretaria di Dio”, contrappuntati con spirito caustico dalle “leggende” degli uomini in materia di vita suprema, sono animati da creature vitali in un intreccio agile e diretto. Un lieve sarcasmo, una sottile vena umoristica, una libertà inventiva, concorrono al romanzo che potrebbe avere, tra le proprie divinità, il Mark Twain di “Viaggio in paradiso” o, per l’eleganza, dunque la disinvoltura con cui si libra nel fantastico interplanetario, l’Antoine de Saint-Exupéry dell’incommensurabile “Piccolo principe”.
Narratore esordiente con il romanzo “La segretaria di Dio”, Lorenzo Imerico e la sua opera prima sono stati presentati nel Mondatori Multicenter di via Marghera, a Milano, da Massimo Rizzardini, direttore editoriale di Lupetti che ha pubblicato il libro
Lorenzo Imerico
“La segretaria di Dio”
Lupetti editore 2011
192 pagine
14 euro
sabato 22 ottobre 2011
Ultimo aggiornamento (Mercoledì 02 Novembre 2011 11:12)




Narratore esordiente con il romanzo “La segretaria di Dio”, Lorenzo Imerico e la sua opera prima sono stati presentati nel Mondatori Multicenter di via Marghera, a Milano, da Massimo Rizzardini, direttore editoriale di Lupetti che ha pubblicato il libro
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