Alboni (Pdl): «Crocefisso simbolo di storia e civiltà. La sinistra? I nostalgici del muro di Berlino cercano di costruire barriere più robuste del cemento»
Egregio Direttore,
noi non vogliamo imporre il cristianesimo, ma il crocefisso fa parte della nostra storia e della nostra civiltà. Il significato del crocefisso non è solo religioso ma di civiltà. Se noi dessimo al crocefisso solo il valore che gli attribuisce la confessione religiosa allora dovremmo tenerlo solo nei luoghi di culto. Invece esso rappresenta ed indica la natura storica della civiltà europea fondata sul cristianesimo da cui provengono principi civili di libertà morale e di eguaglianza. Non c’è dunque conflitto tra l’esposizione di questo simbolo in luoghi pubblici o istituzionali e la laicità dello Stato e comunque rimane ferma e indiscutibile la libertà di scegliere la propria confessione religiosa. Per questo, il crocefisso non ha una funzione coattiva, né vuole ledere altre religioni. La nostra storia e la nostra civiltà non ce le può togliere nessuno, ma vanno anche rivendicate con orgoglio. Infine sulla pregiudiziale presentata dal Pd e sugli interventi e l’atteggiamento in Aula del Centrosinistra ribadisco che noi del Popolo della libertà sappiamo quello che vogliamo. Il Pd, ma anche Idv e Sel non abbiano paura di avere coraggio. La nostra storia, la nostra identità, le nostre tradizioni sono valori indiscutibili. Dalla corte europea di Strasburgo come oggi dal Centrosinistra: fa specie che proprio alla vigilia dell’anniversario della caduta del muro di Berlino, ci sia ancora qualcuno che, forse nostalgico delle ideologie, tenti di erigere barriere più robuste del cemento.
Roberto Alboni - vicepresidente del Pdl in Regione Lombardia








