Coldiretti scende in campo contro i "falsi made in Italy"

NOVARA  – Una Mobilitazione contro i "falsi made in Italy" finanziati dallo Stato: dopo aver denunciato nelle più alte sedi istituzionali il cosiddetto "scandalo Simest" (Simest è la spa controllata dal ministero dello Sviluppo Economico che - come si è scoperto - promuoveva le vendite all’estero di bresaole uruguayane ed altri salumi di memoria nazionale, ma tutti prodotti negli Stati Uniti), Coldiretti scende in campo per difendere i prodotti agroalimentari del Novarese e Vco.

"Una battaglia in difesa di Gorgonzola, Taleggio, della Docg Ghemme, dei vini Doc delle Colline Novaresi e delle Valli Ossolane, della Toma Piemontese e degli altri prodotti tipici e tutelati"sottolinea il direttore della Federazione interprovinciale Gian Carlo Ramella, presente all’incontro di Armeno insieme a Paolo Rovellotti - nel duplice ruolo istituzionale di presidente Coldiretti Piemonte e Novara Vco e presidente della Camera di Commercio Novarese, al presidente del Consorzio Agrario di Novara Vco Giuseppe Locatelli e al presidente della Federpensionati Coldiretti interprovinciale Emilio Simonelli.L’iniziativa parte dalla riunione comprensoriale svoltasi ad Armeno ed alla quale hanno partecipato tutte le rappresentanze degli imprenditori agricoli Coldiretti del Cusio-Mottarone, oltre ai sindaci di Armeno (Pietro Fortis), Quarna Sotto (Matteo Ceresa), Ameno (Micaela Gerardi) e al vicesindaco di Sillavengo (Bruno Locatelli). A sottolineare l’importanza dell’incontro, anche la presenza dell’assessore all’agricoltura della Comunità Montana dei Due Laghi, Cusio Mottarone e Valstrona.

"Dopo aver portato alla Camera dei Deputati il "caso Simest", Coldiretti attua ora una Mobilitazione capillare sul territorio, alla quale le due province di Novara e Vco daranno un contributo fondamentale. E ciò grazie all’ampiezza del nostro paniere agroalimentare, la presenza di prodotti tutelati ed altri che sono comunque riconosciuti come tipici a livello piemontese".

Il riferimento del direttore Ramella è ai cosiddetti Pat, Prodotti Agroalimentari Tradizionali censiti ai sensi dell'art. 8 del Decreto Legislativo 173/98), di cui fanno parte anche il Burro d'alpeggio, il Bettelmatt, le Tome vaccine e caprine, il salame della Duja, il Fidighin e la Mortadella di Fegato d’Orta, il Prosciutto della Val Vigezzo (nella foto), il Salame e i Ciccioli d’Oca e tante altre specialità che caratterizzano le produzioni delle nostre province.

Ma come si articola la Mobilitazione? "Innanzitutto – spiega Ramella – attraverso una condivisione del problema con gli enti locali del territorio, in particolare con le due Province, i Comuni, le Comunità Montane, le due Camere di Commercio e i Consorzi di Tutela: agli enti amministrativi verrà inoltrata la proposta di inserire all’ordine del giorno la discussione e l’appoggio dell’azione di Coldiretti a tutela del vero Made in Italy agroalimentare, nonché una proposta di delibera per sostenere l’azione stessa.

Ma siamo pronti a scendere anche in strada con i cittadini, a fare azione di promozione dei nostri prodotti agroalimentari che, oltre ad identificare un territorio e la sua storia, siamo convinti possano essere un volano economico utile a creare una ripresa territoriale e nuovi posti di lavoro. Ovviamente, tutto in prospettiva. Ma in tempi di crisi come gli attuali, davvero non è poco…".

 


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